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“CAPITAN SELFIE”

Recensione al libro di Adriano Chiarelli su eccessi, contraddizioni e manie nelle dichiarazioni di Matteo Salvini (Nutrimenti, 2020)

di David Lifodi

“Noi tutti siamo consapevoli che l’euro è un esperimento fallito, criminale”. Così dichiarava Matteo Salvini, in un’intervista rilasciata a Il Giornale, il 30 agosto 2019. Poco meno di due mesi dopo, a Il Foglio, invece precisava: “La Lega non ha in testa l’uscita dell’Italia dall’euro”.  Questa è solo una delle molteplici, e quasi quotidiane, contraddizioni di Salvini, analizzate nel dettaglio da Adriano Chiarelli nel suo Capitan Selfie.

Risulta paradossale che la “Bestia”, così è ormai universalmente conosciuto lo staff comunicativo di Salvini, sia anche il treno sul quale sfidano la sorte, nel tentativo di raggiungere gli Stati uniti, gran parte dei migranti centroamericani salendovi sopra. I migranti, si, una delle tante ossessioni del Capitano.

Matteo Salvini, di professione, risulta essere giornalista, riporta nella prefazione Lirio Abbate, osservando che rappresenta “il più clamoroso caso di trasformismo politico del nostro tempo”, il cui successo consiste in slogan urlati, talvolta sgrammaticati , ma soprattutto è costruito sull’oblio, sulla memoria corta e sulla volatilità dei suoi continui cambi di rotta.

Eletto il 6 giugno 1993 nel consiglio comunale di Milano con 194 voti, in gioventù il Capitano si vantava delle sue frequentazioni leoncavalline, come riportano alcune sue dichiarazioni al Corriere della Sera, quando affermava di andare in giro con la spilletta del Che Guevara e la bandiera dei Paesi Baschi, prima di iniziare, anni dopo, la sua quotidiana dose di insulti nei confronti dei centri sociali, contro i quali si scaglia definendoli, a seconda delle circostanze, “zecche”o “specie in via d’estinzione”, ma facendosi al tempo stesso portatore, in maniera strumentale e ambigua, di valori come la difesa dell’ambiente, degli operai e  del mondo del lavoro.

Grazie alla puntuale e documentata ricerca dell’autore, che ha raccolto un ampio ventaglio di dichiarazioni controverse rilasciate da Salvini dai primi anni Novanta ai giorni nostri sugli aspetti della vita pubblica, che poi gli hanno portato un gran numero di voti in gran parte delle competizioni elettorali, da Padania nazione alla mutata percezione sul Meridione alla disperata e spregiudicata ricerca di consensi, dal caso Cucchi ai rom, passando per la sua capacità di puntare sul peggior qualunquismo.

Ad esempio, nel capitolo denominato Salvini il foodblogger, emerge “l’esaltazione delle realtà territoriali che passa necessariamente per la valorizzazione dei prodotti tipici di ogni città e regione che visita”. Il suo faccione associato a salumi, pizze, gnocchetti e a dichiarazioni sui social del tipo “Due etti di bucatini Barilla, un po’ di ragù Star e un bicchiere di Barolo, alla faccia della pancia”, puntano dritto proprio alla pancia e ai peggiori istinti delle persone.

Chiarelli scrive che il successo di Salvini su facebook, twitter, instagram e fino al social degli adolescenti TikTok, dove peraltro sembra non essere stato accolto benissimo, deriva dalla sua capacità, e da quella del suo staff, “di veicolare messaggi politici per intercettare gli umori del popolo e adeguarsi di conseguenza”. Ogni tweet e post del Capitano diventa virale grazie a campagne mirate per età, sesso, collocazione geografica e grado di istruzione all’insegna, spesso, di fake campaigns e hate speech che finiscono per essere percepiti come reali.  Per combatterlo, riflette l’autore, basterebbe effettuare un po’ di fact checking. Ad esempio, all’epoca della chiusura dei porti nella scorsa estate, Salvini insisteva sui social con gli hashtag  #portichiusi e #chiudiamoiporti, ma questa prerogativa non avrebbe dovuto essere sua, bensì di Toninelli, allora ministro dei Trasporti e delle infrastrutture.

Spregiudicata ed efficace, la strategia di Salvini finora sembra pagare, aldilà del consenso elettorale più o meno ampio, poiché l’odio corre sui social contro il diverso e, conclude la sua prefazione Lirio Abbate, citando Seneca, “chi diventa peggiore è dannoso non solo a sé, ma anche a tutti i coloro ai quali avrebbe potuto giovare, se fosse diventato migliore. Ma con Salvini al peggio non c’è mai fine”.

Capitan Selfie

di Adriano Chiarelli

Nutrimenti

2020

Pagg. 126

euro 12

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