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CAPITAN TOPO SI RIPRESENTA A MONDRAGONE

Lo ha fatto: si è ripresentato nell’unico paese in Italia che era riuscito a cacciarlo a furor di popolo.

Alla stregua dei topi, delle blatte, dei ragni, di quelle creature pavide che temono la luce e i rumori, capitan Topo si muove di nascosto, di socquatto, per non farsi vedere. Entra in un tombino, percorre il proprio habitat naturale, godendo dei miasmi e delle esalazioni e poi rispunta al sole a favore di telecamere, circondato da una decina di spaventapasseri che applaudono a ogni rutto che emette, mentre risponde alle domande di giornalisti inginocchiati (Metodo Rai) e dalla voce incrinata dall’emozione.

A fare da cornice a questo squallido teatrino che il soggetto ci propina ormai da anni, con picchi vertiginosi d’estate, c’era la solita falange di sbirri e celerini, i quali non si capisce mai se stiano lì a proteggere lui o l’ordine pubblico. Più di cinquecento agenti per proteggere un semplice senatore.
Perché? A spese di chi?

Questa sortita clandestina, vigliacca, a Mondragone, il paese che l’aveva cacciato a furor di popolo, racconta che l’istinto dello sciacallo è più forte di qualsiasi altra forza naturale. Il senso della passerella lo sopraffà, è più forte di lui: deve comparire, deve farsi vedere, deve sparare le sue quattro cazzate, la ragliata quotidiana sui centri sociali/figli di papà, la spalata di merda sui migranti e poi via. Nessun contenuto, nessuna idea, solo una bestiale propaganda eternamente uguale a sé stessa. Solo parole chiave, come fosse un hashtag che cammina, per accalappiare l’attenzione degli allocchi. Un incantatore di serpenti. Un venditore di spezie svanite.
Il nulla. Il nulla assoluto. E dopo la comparsata via a una manciata di selfie con le claque di turno e via di corsa verso il prossimo carico di odio e voti degli ignoranti che lo seguono. Perché solo un ignorante può dare credito a un personaggio del genere.

E lui solo in questo modo si può muovere, senza correre il rischio di essere preso a bottigliate sui denti: di nascosto, senza far rumore, spalle alle pareti. Come fanno i topi di fogna.

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