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DOCUMENTARIO COMPLETO: “NEI SECOLI FEDELE – IL CASO DI GIUSEPPE UVA”

Varese. 14 giugno 2008.
Giuseppe Uva e il suo amico Giuseppe Biggiogero trascorrono una notte assai movimentata. Bevono, fanno baldoria. In una città come Varese, silenziosa, borghese, ligia alle regole, due personaggi come loro non sono visti bene. C’è lo stigma, c’è una reputazione che li perseguita: barboni, drogati, emarginati. Le etichette, in città come Varese, pozzi provinciali senza fondo, ti restano appiccicate addosso.
La complessità del disagio sociale non interessa a nessuno.
Gli indesiderati vanno neutralizzati.
L’ordine pubblico va preservato.
Il cittadino borghese, quello che paga le tasse e nel privato delle mura domestiche magari picchia moglie e figli dopo essersi scolato una bottiglia di whiskey; il cittadino perfetto che odia i neri ma va a trans, che inneggia alla forza pubblica e all’uso della violenza contro gli ultimi degli ultimi, quella notte maledetta a Varese è stato accontentato.
La notte del 14 giugno 2008 Giuseppe Uva è morto poche ore dopo l’arresto. E’ morto da solo, in un letto d’ospedale.
Esiste la verità giudiziaria, che ha assolto i poliziotti e i carabinieri che avevano preso in carico Giuseppe quella notte.
E poi esistono altre verità. Quelle che ipotizziamo, immaginiamo, sogniamo. Che magari hanno a che fare con una società più giusta.
Per ricordarlo, vi proponiamo il documentario che noi di Malapolizia realizzammo nel 2012.
Buona visione.

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